STEP #10 - Il giroscopio nella letteratura
Nella letteratura
Ecco alcune pubblicazioni relative a Lèon Foucault e la sua invenzione, il giroscopio, nella letteratura.
William Tobin, Lèon Foucault: EDP Sciences, 2002
Ma la notte ventosa, la limpida notte
che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
è un ricordo. Perduta una calma stupita fatta anch’essa di foglie e di nulla.
Non resta,
di quel tempo di là dai ricordi, che un vago ricordare.
Talvolta ritorna nel giorno nell’immobile luce del giorno d’estate, quel remoto
stupore.
Per la vuota finestra
il bambino guardava la notte sui colli
freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati: vaga e limpida immobilità. Fra
le foglie
che stormivano al buio, apparivano i colli dove tutte le cose del giorno, le
coste
e le piante e le vigne, eran nitide e morte e la vita era un’altra, di vento,
di cielo,
e di foglie e di nulla.
Talvolta ritorna
nell’immobile calma del giorno il ricordo 20 di quel vivere assorto, nella luce
stupita.
La parola o la frase ripetuta non è altro che il nerbo di questa immagine, costruito da cima a fondo come un’impalcatura, il perno per cui la fantasia gira su sé stessa e si sostiene appunto come un giroscopio che esiste solo nel presente, in azione, e poi cade e diventa un ferro qualunque.
Commenti
Posta un commento